'On pleure les lèvres absentes': 'amor di lontano' tra Leopardi e Baudelaire

Il saggio analizza, da una prospettiva comparata, il tema dell''amore di lontano' nell'opera di Leopardi, dai frammenti autobiografici del 1819 ai canti di Aspasia. Cristallizzata intorno al 'mito' di Jaufre Rudel, l'idea dell'amore di lontano diviene, per i teorici del Romanticismo tedesco e di Coppet, paradigma della 'rivoluzione' provenzale dell'amore che il movimento romantico pretende di far rivivere. È proprio partendo da analoghe reminiscenze rudeliane, assieme a una sotterranea influenza del Dante stilnovista, che Leopardi giunge a una vera e propria filosofia dell'amore che — pur traendo spunto da materiali d'origine medievale e cortese — viene a situarsi in una prospettiva culturale chiaramente moderna. È in questo senso che, nel saggio, particolare attenzione viene data alle metamorfosi che la dantesca salutatio Beatricis — incontro con la 'donna della salute' situato sullo sfondo della città — subisce, in epoca moderna, con la nascita delle metropoli industriali: in particolare — attraverso un'analisi che si snoda tra l'opera di Leopardi e il Baudelaire di 'A une passante' — si mostra come lo schema dantesco di saluto, beatitudine e scrittura si trasformi, nella cultura del XIX secolo, in incontro fugace del poeta-flâneur con una 'passante' intravista in mezzo alla folla (Baudelaire) o in una speculazione puramente intellettuale, nata dalla presa di coscienza che la donna dei poeti è sempre quella 'che non si trova' (Leopardi).
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