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Fabio  Camilletti
  • School of Modern Languages and Cultures
    University of Warwick, Humanities Building
    Coventry
    CV4 7AL
  • European Romanticism, Gothic Literature, Psychoanalysis And Literature, Comparative Literature, Cultural Theory, Theory of History, and 45 moreedit
  • I am Associate Professor and Reader at the School of Modern Languages and Cultures, University of Warwick. My special... moreedit
L’Italia degli anni Sessanta non è solo il paese del miracolo economico, delle migrazioni interne e dei conflitti sociali: è anche un paese che scopre (o riscopre) il proprio volto perturbante e lunare, attraverso un vero e proprio boom... more
L’Italia degli anni Sessanta non è solo il paese del miracolo economico, delle migrazioni interne e dei conflitti sociali: è anche un paese che scopre (o riscopre) il proprio volto perturbante e lunare, attraverso un vero e proprio boom dell’occulto che investe ogni settore dell’industria culturale. A partire dal 1959 – quando il Dracula della Hammer Film Productions intercetta i desideri e le ansie di un’Italia in rapida trasformazione, suscitando la perplessità di intellettuali e benpensanti – l’‘insolito’ invade la letteratura, il cinema, la cultura popolare: e riceve infine la sua consacrazione nel 1971, quando, a ridosso degli anni di piombo, quindici milioni di telespettatori si appassionano alla serie televisiva Il Segno del comando, ambientata in una Roma notturna e popolata da spettri e sette esoteriche. Tra vampiri cinematografici e fantasmi da salotto, veggenti di campagna e mutanti adolescenti, ferrovieri medium e scommesse col diavolo, Italia lunare riporta alla luce il volto marginale e segreto dell’Italia del benessere, fornendo una chiave di lettura inedita per comprendere il paese e le sue contraddizioni.
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Fra il 24 dicembre 1764, quando appare a Londra la prima edizione de Il castello di Otranto di Horace Walpole, e il novembre 1831, quando l’editore Bentley manda in stampa l’ultima edizione del Frankenstein di Mary Shelley, si consuma la... more
Fra il 24 dicembre 1764, quando appare a Londra la prima edizione de Il castello di Otranto di Horace Walpole, e il novembre 1831, quando l’editore Bentley manda in stampa l’ultima edizione del Frankenstein di Mary Shelley, si consuma la grande stagione del gotico “classico”. Sono poco meno di settant’anni, ma tanto è bastato per cambiare, e per sempre, la letteratura d’immaginazione: il gotico è la fucina in cui vengono forgiati molti degli incubi che ancora oggi ci perseguitano, dalle pagine dei libri agli schermi del cinema.

Il gotico non è, tuttavia, un fenomeno solo inglese. Contemporaneo della prima rivoluzione industriale, destinato a conoscere il massimo del fulgore negli anni del Terrore giacobino e delle guerre napoleoniche, il gotico è un fenomeno che travalica i confini nazionali, scombinando i generi e le gerarchie e sovvertendo ogni norma del buon gusto. Nel cuore di un’Europa dilaniata, in un’epoca che vede cadere troni e teste coronate, gli eccessi sgangherati della letteratura gotica intercettano le ansie di un mondo in continuo mutamento, nutrendo un’epoca di disincanto con dosi massicce di meraviglia e orrore.

Nell’offrire per la prima volta l’immagine di un gotico europeo, questa guida non intende solo orientare il lettore nei meandri di un genere letterario: tra illusionisti e fantasmagorie, mummie egizie e ritornanti di Serbia, sette segrete ed esperimenti di magnetismo, essa apre uno squarcio sul lato oscuro della modernità, sbirciando nel cono d’ombra che la luce rischiarante della Ragione finisce, inevitabilmente, per proiettare.
Research Interests:
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How can one make poetry in a disenchanted age? For Giacomo Leopardi (1798-1837) this was the modern subject’s most insolvable deadlock, after the Enlightenment’s pitiless unveiling of truth. Still, in the poems written in 1828-29 between... more
How can one make poetry in a disenchanted age? For Giacomo Leopardi (1798-1837) this was the modern subject’s most insolvable deadlock, after the Enlightenment’s pitiless unveiling of truth. Still, in the poems written in 1828-29 between Pisa and the Marches, Leopardi manages to turn disillusion into a powerful source of inspiration, through an unprecedented balance between poetic lightness and philosophical density. The addressees of these cantos are two prematurely dead maidens bearing names of nymphs, and thus obliquely metamorphosed into the charmingly disquieting deities that in Greek lore brought knowledge and poetic speech through possession. The nymph, Camilletti argues, can be seen as the inspirational power allowing the utterance of a new kind of poetry, bridging antiquity and modernity, illusion and disenchantment, life and death. By reading Leopardi’s poems in the light of Freudian psychoanalysis and of Aby Warburg’s and Walter Benjamin’s thought, Camilletti gives a ground-breaking interpretation of the way Leopardi negotiates the original fracture between poetry and philosophy that characterizes Western culture.
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In 1816 a violent literary quarrel engulfed Bourbon Restoration Italy. On one side the Romantics wanted an opening up of Italian culture towards Europe, and on the other the Classicists favoured an inward-looking Italy, based on its... more
In 1816 a violent literary quarrel engulfed Bourbon Restoration Italy. On one side the Romantics wanted an opening up of Italian culture towards Europe, and on the other the Classicists favoured an inward-looking Italy, based on its Greco-Roman roots. Giacomo Leopardi (1798–1837), a young poet and philosopher, wrote a Discourse of an Italian on Romantic Poetry in 1818, aiming to contribute to the debate from a new perspective; it was finally published in 1906. This study provides the first complete English translation of the Discourse by Gabrielle Sims and Fabio A Camilletti. It is placed in context and its potential impact on contemporary Restoration Italy is assessed. Camilletti argues that the Classicist/Romanticist clash can be seen as the aftermath of the political, social and cultural trauma caused by the Napoleonic Wars.
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Nella 'Commedia', Beatrice scende agli Inferi per aiutare Dante, ma la natura perversa dell’oltremondo dantesco non sfiora né contamina la sua inviolabilità di anima beata: la 'miseria' delle anime dannate non la 'tange', dice a Virgilio... more
Nella 'Commedia', Beatrice scende agli Inferi per aiutare Dante, ma la natura perversa dell’oltremondo dantesco non sfiora né contamina la sua inviolabilità di anima beata: la 'miseria' delle anime dannate non la 'tange', dice a Virgilio prima di ritornare nella 'Candida rosa' del Paradiso, 'né fiamma d’esto incendio non m’assale' (Inf. II, 92-93). Quando però Dante Gabriel Rossetti, a metà Ottocento, traduce la 'Vita Nova', dipinge quadri a soggetto dantesco, scrive racconti, ballate, sonetti in cui cerca di traslare l’esperienza dello stilnovo nel suo tempo, è come se Beatrice si calasse, ancora una volta, all’Inferno: ma si tratta dell’Inferno della Londra vittoriana, a quel punto,  e di questa nuova catabasi la Beatrice di Rossetti non potrà non portare i segni, facendosi metamorfosi perturbante e straniata della 'gentilissima' dantesca.

'Beatrice nell’Inferno di Londra' analizza il fallimento dell’utopia preraffaellita – recuperare la purezza d’intenti del’arte medievale, ritornare al legame tra l’artista e la propria anima -mostrando come l’operazione di Rossetti, proprio nel momento in cui cerca di far rivivere lo stilnovo in pieno XIX secolo, si faccia invece disperatamente moderna: l’esperienza dantesca si trasla nel contesto culturale della Londra vittoriana, svelandone – dietro lo schermo illusorio del revival neomedievale – le contraddizioni, le angosce, le ossessioni. Il simbolismo dantesco si fa cifra esoterica, l’eternità si mostra nel suo volto terribile di Eterno Ritorno, gli unici Paradisi concepibili sono quelli artificiali: e la Beatrice di questa età si fa femminilità algida e mortifera, stordita dal laudano e abbacinata dal magnesio, che non dona più beatitudine e anzi svela – nella sua fissità melanconica – l’assenza d’ogni verità, l’impossibilità d’ogni salvezza.
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Content: Giovanni Magliocco, Foreword Neo-Gothic between Theory and Imaginary Max Duperray, « NEO-GOTHIC » : frontières incertaines d’un concept littéraire [13-24] Florence Casulli, Macabre Short-Stories by Edgar Allan Poe and Roald... more
Content:

Giovanni Magliocco, Foreword

Neo-Gothic between Theory and Imaginary
Max Duperray, « NEO-GOTHIC » : frontières incertaines d’un concept littéraire [13-24]
Florence Casulli, Macabre Short-Stories by Edgar Allan Poe and Roald Dahl [25-47]
Valentina Sirangelo, Sulla natura lunare di Shub-Niggurath: dalla mythopoeia di Howard Phillips Lovecraft a The Moon-Lens di Ramsey Campbell [48-68]
Patrycja Antoszek, Shirley Jackson’s Affective Gothicism: The Discourse of Melancholia in The Bird’s Nest [69-86]
Barbara Miceli, Pathological Narcissism in a (Neo)Gothic Setting: Joyce Carol Oates’s “Evil Eye” [87-100]
Dana Percec, Gothic Revisitations of Hamlet: Ian McEwan’s Nutshell [101-114]
Rose-Anaïs Weeber, Crimson Peak: Guillermo del Toro’s Visual Tribute to Gothic Literature [115-126]

Hybridizations & Mutations
Laura Pavel, The Gothic-Absurd Hybrid and the Limits of Representation [129-146]
Lucian-Vasile Szabo & Marius-Mircea Crișan, Technological Modifications of the Human Body in Neo-Gothic Literature: Prostheses, Hybridization and Cyborgization in Posthumanism [147-158]
Alessandra Squeo, Hybridizing Textual Bodies and Neo-Gothic Identities: Frankenstein’s Afterlife in Shelley Jackson’s Fiction [159-174]
Mihaela Ursa, Media Pride and Prejudices of Transmedial Traffic: Enacting Jane Austen with Zombies [175-189]
Doru Pop, A Replicant Walks into the Desert of the Real and Tells Unfunny Jokes in the Flickering Lights of Neon-Gothic Fantasy [190-211]
Richard Kidder, Some Examples of the Ecogothic in Contemporary English Language Fiction [212-222]
Carmen Borbély, Post-Gothic Traces in Ian McEwan’s Solar [223-233]

Peripheral Configurations of the Neo-Gothic
Gerry Turcotte, The Caribbean Gothic Down Under: Caribbean Influences in Marianne de Pierres’ Parrish Plessis Novels [237-243]
Ana-Maria Parasca, The Sense of Otherness in Kate’s Morton Novels [244-256]
Gisèle Vanhese, Néo-gothique et imaginaire amérindien dans Le Mutilateur de Julian Mahikan [257-268]
Katarzyna Ancuta, Patterns of Shadows: Japanese Crime Gothic as Neo-Gothic [269-287]
Luisa Valmarin, La poesia di Arturo Graf tra tentazioni gotiche e reminiscenze emineschiane [288-304]
Catherine de Wrangel, Racconto d’autunno de Tommaso Landolfi : du récit gothique à la réflexion philosophico-politique [305-322]
Fabio Camilletti, Melissa, o la realtà dei fantasmi [323-333]
Ruxandra Cesereanu, Leonid Dimov: Spectrality and the Neo-Gothic Atmosphere [334-346]
Corin Braga, Vintilă Ivănceanu: From Oneirism to the Neo-Gothic [347-356]
Marius Popa, Les retours du néo-gothique dans la littérature de Mircea Cărtărescu. Les artifices de l’imaginaire dans Solenoid [357-365]
Giovanni Magliocco, L’errance post-mortem d’une identité fragmentée. Pudră de Dora Pavel entre Néo-Gothique et Postmoderne [366-398]

Book Reviews [399-443]
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Saggi di Biancamaria Frabotta, Fabio Camilletti, Martina Piperno, Riccardo Gasperina, Giovanna Faleschini Lerner, Luca Beltrami e David Ward.
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Contents: Jessica Stacey: English Legend in French Romance: Perkin Warbeck in the work of Horace Walpole and Baculard d’Arnaud – Gabor Gelléri: A trans-national forerunner of the Gothic? Lesuire’s «The Savages of Europe» (1759-64) –... more
Contents: Jessica Stacey: English Legend in French Romance: Perkin Warbeck in the work of Horace Walpole and Baculard d’Arnaud – Gabor Gelléri: A trans-national forerunner of the Gothic? Lesuire’s «The Savages of Europe» (1759-64) – Enrico Zucchi: Gothic in Tragedy: a Peculiar Reception of Shakespeare in Eighteenth-Century Italian Theatre – Fabio Camilletti: Beyond the Uncanny: «Fantasmagoriana», Intertextuality, and the Pleasure Principle – Sotirios Paraschas: The Vampire as a Metaphor for Authorship from Polidori to Charles Nodier – Marilyn Mallia: George Sand and the ideological Reappropriation of the English Gothic Novel in 1830s France – Anthony Glinoer: Classes of Texts and Industrial Literature Around 1830: the Collective Production of the French frenetic Novel – Emilie Pezard: Naming the horror. Gothic Genres in French Romanticism – Tiziana Ingravallo: «Letters on Demonology and Witchcraft» by Walter Scott: the Romance of Humanity – Tara Catriona Beaney: Gothic Emotions: E.T.A. Hoffmann’s «The Devil’s Elixirs» and Izumi Kyōka’s «The Holy Man of Mount Kōya» Goffredo Polizzi: Anti-Southern Prejudice and the Gothic: Federico De Roberto’s «I Vicerè» as a Gothic Novel – Niels Penke, Rewriting Gothic Traditions. The German novel «Vier Tage währt die Nacht» [Four Days Lasts the Night].
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After almost seven centuries, Dante endures and even seems to haunt the present. "Metamorphosing Dante" explores what so many authors, artists and thinkers from varied backgrounds have found in Dante’s oeuvre, and the ways in which they... more
After almost seven centuries, Dante endures and even seems to haunt the present. "Metamorphosing Dante" explores what so many authors, artists and thinkers from varied backgrounds have found in Dante’s oeuvre, and the ways in which they have engaged with it through rewritings, dialogues, and transpositions. By establishing trans-disciplinary routes, the volume shows that, along with a corpus of multiple linguistic and narrative structures, characters, and stories, Dante has provided a field of tensions in which to mirror and investigate one’s own time. Authors explored include Samuel Beckett, Walter Benjamin, André Gide, Derek Jarman, LeRoi Jones/Amiri Baraka, James Joyce, Wolfgang Koeppen, Jacques Lacan, Thomas Mann, James Merrill, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Cesare Pavese, Giorgio Pressburger, Robert Rauschenberg, Vittorio Sereni, Virginia Woolf.


CONTRIBUTORS: Erminia Ardissino, Piero Boitani, Fabio Camilletti, Antonella Francini, Nicola Gardini, Manuele Gragnolati, Rachel Jacoff, Nick Havely, Tristan Kay, Dennis Looney, Davide Luglio, Manuela Marchesini, Angela Merte-Rankin, James Miller, Federica Pich, Teresa Prudente, Ronald de Rooy, Francesca Southerden, Florian Trabert, Rebecca West
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Nach mehr als neunzig Jahren spukt das »Unheimliche« noch immer. Quer über verschiedene wissenschaftliche Disziplinen gehört es zu den schillerndsten Termini gegenwärtiger Theoriebildung. Es bezeichnet eine seltsame Nähe zwischen Wissen... more
Nach mehr als neunzig Jahren spukt das »Unheimliche« noch immer. Quer über verschiedene wissenschaftliche Disziplinen gehört es zu den schillerndsten Termini gegenwärtiger Theoriebildung. Es bezeichnet eine seltsame Nähe zwischen Wissen und Nichtwissen, erscheint als etwas Vertrautes in fremder Gestalt oder als etwas Fremdes mit vertrauten Eigenschaften. »Phantasmata. Techniken des Unheimlichen« setzt bei Sigmund Freuds psychoanalytischem Modell an, verfolgt seine historische Genese und zeichnet seine heterogene Entwicklung nach.
Der besondere Fokus liegt auf der Verschränkung des »Unheimlichen« mit »Techniken«: Zum einen werden literarische, mediale und soziale Praktiken der Evokation des Unheimlichen untersucht; zum anderen wird gefragt, inwiefern diese Techniken wiederum als Denkfiguren zum Verständnis epistemologischer, ästhetischer und politisch-sozialer Bedingungen des Unheimlichen beitragen können. Im Zentrum stehen dabei die markierten Spannungen zwischen dem Gewohnten und dem Ungewohnten, Vertrauten und Unvertrauten, Bekannten und Unbekannten.
Unter diesen Aspekten versammelt der Band Forschungsbeiträge aus Medien-, Literatur-, Kunst- und Kulturwissenschaften, Philosophie, Psychoanalyse und Soziologie.
The essays collected here aim to explore several aspects of the notion of the uncanny from multiple angles that emerged in the course of the workshop “Phantasmata – Techniques of the Uncanny” held in April 2009 at the Berlin Institute for... more
The essays collected here aim to explore several aspects of the notion of the uncanny from multiple angles that emerged in the course of the workshop “Phantasmata – Techniques of the Uncanny” held in April 2009 at the Berlin Institute for Cultural Inquiry (http://uncanny.ici-berlin.org). The issue will be divided in two parts, under the common title of 'Hauntings': the first will focus on 'Narrating the Uncanny', thus stressing the presence of the uncanny in literature and other media; while the second, 'Uncanny Figures and Twilight Zones', will inquire into the political implications of the uncanny and the specific figures and themes that can be connected to it.
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Pubblicato nel 1789, in un’Europa sul punto di cambiare per sempre, Il visionario è molte cose insieme. È il primo capolavoro del gotico tedesco, ispiratore di imitazioni e seguiti non autorizzati. Fonda il genere del romanzo... more
Pubblicato nel 1789, in un’Europa sul punto di cambiare per sempre, Il visionario è molte cose insieme. È il primo capolavoro del gotico tedesco, ispiratore di imitazioni e seguiti non autorizzati. Fonda il genere del romanzo complottistico, incentrato sulle trame di società invisibili. È un libro politico, che indaga come la manipolazione di un solo uomo possa destabilizzare un paese intero. È un trattato filosofico, che sostiene come il potere agisca non sull’intelletto razionale ma sull’immaginario. Ed è, infine, un romanzo illusionistico, popolato di ciarlatani e prestigiatori, in cui la verità non è mai quella che sembra. Fabio Camilletti, esperto di letteratura gotica, e Mariano Tomatis – Wonder Injector – restituiscono questi aspetti dimenticati del romanzo di Schiller dando vita a un’inedita sinergia tra storia dell’illusionismo e storia della cultura.
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The first complete edition of the book which gave birth to the 'ghost story contest' at Villa Diodati, June 1816.
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Whereas horror and neogothic fiction often coincide with the literary or cinematographic re-elaboration of folkloric beliefs, Melissa’s case – a typical urban legend, possessing, nonetheless, a quite peculiar origin: the first testimonies... more
Whereas horror and neogothic
fiction often coincide with the literary or
cinematographic re-elaboration of folkloric
beliefs, Melissa’s case – a typical urban legend,
possessing, nonetheless, a quite peculiar origin:
the first testimonies of ‘Melissa’ are actually
not to be found in local newspapers, nor even
in the bush advertising coming from ‘a friend
of a friend’, but in the works published by
the neogothic writer Danilo Arona since the
mid-2000s – inverted the process : from the
parole of the written page, a literary creation
had re-entered the langue of shared belief. This
article analyzes the genesis and development
of Melissa’s legend: as a variant of the ubiquitous
urban legend of the ‘Phantom Hitch-hiker’,
Melissa corresponds to a turn of the screw in
the hypermodern relationship between Gothic
fiction and popular culture.
Keywords: Italian Literature; D
Research Interests:
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The Classicist/Romantic quarrel enflaming Italy from 1816 to circa 1830 is not only a confrontation between two literary schools, but also a conflict between two models of authorship, which, in turn, embody two different modalities of... more
The Classicist/Romantic quarrel enflaming Italy from 1816 to circa 1830 is not only a confrontation between two literary schools, but also a conflict between two models of authorship, which, in turn, embody two different modalities of authority. By arguing that the Classicist/Romantic quarrel can be read as Italy’s post-revolutionary Bildungsroman, fulfilling the function played in France by Stendhal’s novels or by Biedermeier literature in Germany, this essay shows how it leaves as a legacy, to the Italian long nineteenth century, a paradoxical coexistence of normativity and unruliness, antiquity and modernity, autarchic drives and openings to foreign culture.
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Il saggio esamina la figura della Lucia di Manzoni alla luce del ‘tipo’ letterario della ‘fanciulla perseguitata’, al crocevia fra agiografia, letteratura libertina, romanzo sentimentale, narrativa gotica e letteratura romantica. In... more
Il saggio esamina la figura della Lucia di Manzoni alla luce del ‘tipo’ letterario della ‘fanciulla perseguitata’, al crocevia fra agiografia, letteratura libertina, romanzo sentimentale, narrativa gotica e letteratura romantica. In particolare si sofferma, anche attraverso un’analisi comparata dei frontespizi de I promessi sposi e dell’edizione del 1791 di Justine, sulle affinità e le divergenze fra la Lucia di Manzoni e l’eroina di Sade, sostenendone la parentela intertestuale e la specularità, nell’essere entrambe risposte (solo apparentemente antitetiche) al problema metafisico del male. In questo senso si sottolinea l’influenza, su Manzoni e Sade, del modello mariano, nei decenni in cui si assiste, per reazione al laicismo illuminista e rivoluzionario, a un rinnovato culto per la Vergine, che culminerà con il dogma dell’Immacolata Concezione (1854) e le apparizioni di Lourdes (1858).



The essay examines the figure of Manzoni’s Lucia in the light of the literary ‘type’ of the ‘persecuted maiden’, at the intersection between hagiography, libertine literature, sentimental novel, Gothic narrative, and Romantic literature. In particular, through a comparative analysis of the frontispieces of I promessi sposi and of the 1791 edition of Justine, it focuses on the similarities and differences between Manzoni’s Lucia and Sade’s eponymous heroine, arguing for an intertextual relationship between the two and suggesting their reciprocal specularity, in being both answers (only apparently antithetical) to the metaphysical problem of evil. From this angle, the essay analyzes the influence, on both Manzoni and Sade, of the figure of Mary, in the years witnessing – as a reaction against the secularization promoted by the Enlightenment and the French revolution – to a renewed worship for the Holy Virgin, later culminating in the promulgation of the Immaculate Conception dogma (1854) and the apparitions at Lourdes (1858).
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Il testo analizza la figura della Gertrude manzoniana, nel transito dal Fermo e Lucia alle due edizioni de I promessi sposi, alla luce della sintomatologia isterica elaborata in ambito medico — specialmente francese — a partire dal... more
Il testo analizza la figura della Gertrude manzoniana, nel transito dal Fermo
e Lucia alle due edizioni de I promessi sposi, alla luce della sintomatologia
isterica elaborata in ambito medico — specialmente francese — a partire dal
Settecento. Attraverso un serrato confronto fra il romanzo e alcune delle sue
più celebri trascrizioni iconografiche, come i due ritratti di Gertrude realizzati da
Giuseppe Molteni nel 1847 e da Mosè Bianchi nel 1867, esso rivisita una figura
complessa come quella della monaca di Monza con un duplice obbiettivo.
Da un lato viene individuato un corpus di fonti, sinora complessivamente
trascurato dalla critica, che illumina da una prospettiva inedita la costruzione
manzoniana della psicologia della monaca. Dall’altro, il testo analizza l'isteria
di Gertrude alla luce della teoria lacaniana dei quattro discorsi, rileggendo I
promessi sposi come un caso di ‘liquidazione del discorso del Padrone’ per via
di romanzo (Friedrich Kittler).
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Il testo analizza il modo in cui la Vita Nova di Dante plasma la raccolta Il ricordo della Basca di Delfini (1938; 1956) e il romanzo Lunario del paradiso di Gianni Celati (1978; 1989; 1996), agendo sia come repertorio tematico che come... more
Il testo analizza il modo in cui la Vita Nova di Dante plasma la raccolta Il ricordo della Basca di Delfini (1938; 1956) e il romanzo Lunario del paradiso di Gianni Celati (1978; 1989; 1996), agendo sia come repertorio tematico che come agente
strutturale. Recuperata nel diciannovesimo secolo come archetipo di ‘autobiografia interiore’ e come testimonianza degli amori giovanili di Dante, la Vita Nova si rivela un efficace modello per esplorare il nodo fra desiderio, memoria e scrittura, idoneo a intercettare – come nei casi di Delfini e Celati – la narrazione di giovinezze errabonde, alla ricerca di un amore ideale e sfuggente. Al tempo stesso, tuttavia, la riattivazione
anacronistica del modello dantesco non è senza conseguenze: se, nella Vita Nova e poi nella Comedìa, Beatrice agiva come un Padrone in senso lacaniano – Legge che guida l’intero percorso umano, spirituale e letterario di Dante – è la modernità stessa, per Lacan, a porsi sotto il segno dell’elisione del discorso del Padrone. Di tale ‘evaporazione’ della Legge, ‘Vitæ Novæ per la modernità’ come la Basca e il Lunario non possono non portare i segni, situandosi così sotto l’egida di un erranza al tempo stesso esistenziale, erotica, e testuale.
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Il saggio accosta ed esamina congiuntamente L’Orologio di Carlo Levi e il Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere di Leopardi, nel comune segno di un ritorno - in un contesto urbano e apparentemente realista - del motivo... more
Il saggio accosta ed esamina congiuntamente L’Orologio di Carlo Levi e il Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere di Leopardi, nel comune segno di un ritorno - in un contesto urbano e apparentemente realista - del motivo mitico del volgere dell’anno. Partendo da una nota considerazione di Walter Benjamin - che si stupiva di come il ’tipo’ del flaneur, icona del moderno, fosse nato a Parigi e non a Roma - esso analizza il tema del passo e la sua relazione con la temporalità nei due autori, sostenendo che il “passeggere” leopardiano e il nararatore de L’Orologio siano entrambi figure italiane (e più specfiicamente romane) di flaneur. Al tempo stesso, il saggio legge i testi di Leopardi e Levi come tentativi di sfuggire alla linearità del tempo dell’orologio o del calendario, recuperando quelle illusioni che la ‘geometrizzazione’ della vita imposta dal moderno ha dissolto: il breve incontro fra passeggere e venditore d’almanacchi, o l’esplorazione dei bassifondi di Roma da parte del narratore leviano, si configurano come possibilità - per quanto fuggevoli nella durata, e magico-circostanziali nelle contingenze - di recuperare un tempo della speranza, della festa o della rivolta.
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Muovendo da un episodio apparentemente minore – una nuova traduzione della Poetica di Aristotele pubblicata a Palermo nel 1815 dall’erudito tedesco Jakob Joseph Haus – il testo esplora le tensioni che sotterraneamente animano la... more
Muovendo da un episodio apparentemente minore – una nuova traduzione della Poetica di Aristotele pubblicata a Palermo nel 1815 dall’erudito tedesco Jakob Joseph Haus – il testo esplora le tensioni che sotterraneamente animano la cosiddetta ‘polemica classico-romantica’ (1816–27), così come le sue più vaste implicazioni nel suo essere laboratorio e palinsesto della
modernità italiana. Nella sua traduzione Haus proponeva una nuova possibilità di resa per l’endiadi aristotelica di phóbos ed éleos: da essa discendeva una nuova interpretazione del concetto di catarsi, che poteva indirettamente supportare il rifiuto classicista di ogni ‘eccesso’ teatrale, come il ricorso a effetti truculenti e terrificanti. La nuova lettura di Haus,
astutamente propagandata dai periodici del classicismo milanese, genera un sotto-dibattito che anima anni cruciali per il teatro italiano, giungendo a influenzare, per quanto indirettamente, autori come Manzoni e Leopardi. La
ricostruzione di tale polemica, basata su una ricognizione attenta ed esaustiva della stampa periodica italiana negli anni della Restaurazione, getta anche nuova luce sulla tormentata genesi del ‘fantastico’ italiano, e più in generale sul rapporto conflittuale della cultura italiana con l’irrazionalismo.
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This essay analyses the first three fragments of Leopardi’s Zibaldone — a brief description in prose, a poetic sketch, and a paraphrase from Avianus’s fable De nutrice et infanti — arguing that their implicit and subterranean connections... more
This essay analyses the first three fragments of Leopardi’s Zibaldone — a brief description in prose, a poetic sketch, and a paraphrase from Avianus’s fable De nutrice et infanti — arguing that their implicit and subterranean connections stage a superimposition between ‘episodic’ and ‘semantic’ memories. By questioning traditionally established readings of the text, it asserts an inner relationship of the fable with the first two fragments, through which mythical reminiscences connected to Hecate resonate behind an apparently innocent nocturnal idyll. By comparing Leopardi’s text with Freud’s case of the ‘Wolf Man’, as well as with the ambiguities undergone by the notion of ‘primal scene’ (Urszene) in his intellectual development, the essay highlights the interweaving of both phylogenetic and ontogenetic spheres in Leopardi’s works, thus attempting an analysis of the relationship between rationalism and myth within post-Enlightenment modernity.
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Le ricordanze di Leopardi (1829) descrivono un’esperienza di straniamento, in cui gli spazi fisici della ‘casa’ si fanno altrettanti loci memoriæ e il soggetto è colto dall’irrompere di ricordi che credeva sepolti. Analizzando Le... more
Le ricordanze di Leopardi (1829) descrivono un’esperienza di straniamento, in cui gli spazi fisici della ‘casa’ si fanno altrettanti loci memoriæ e il soggetto è colto dall’irrompere di ricordi che credeva sepolti. Analizzando Le ricordanze alla luce della nozione freudiana di perturbante, il saggio interroga l’ambiguità leopardiana tra memoria individuale e mito-illusione come deriva della concettualizzazione illuministica della storia, e suggerisce la presenza sotterranea, nel testo, del mitologema della ‘ninfa’. La ricordanza, in Leopardi, è un warburghiano Nachleben der Antike, in cui reminiscenza e mito si confondono, riassunti nella grazia del ‘passo’ della ninfa-Nerina.
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"This essay analyses the relationship between the uncanny and time by focusing on the notion of ‘time-slip’ as reflected in three American novels of the 1970s: Jack Finney’s *Time and Again*, Richard Matheson’s *Bid Time Return* and... more
"This essay analyses the relationship between the uncanny and time by focusing on the notion of ‘time-slip’ as reflected in three American novels of the 1970s: Jack Finney’s *Time and Again*, Richard Matheson’s *Bid Time Return* and Stephen King’s *The Shining*. Through a comparative analysis of these texts, the essay inquires into the relationship of modernity with time and the past, as well as into modern paradigms of continuity and influence, and the image of the nineteenth century as divulged in popular culture.

Cet article analyse le rapport entre l’inquiétante étrangeté et le temps. Il met l’accent sur le concept de ‘décalage temporal’, tel que l’illustrent trois romans américains des années 1970: *Time and Again* de Jack Finney, *Bid Time Return* de Richard Matheson et *The Shining* de Stephen King. L’analyse comparée de ces trois textes permettra de creuser les rapports entre modernité et temporalité, mais aussi entre modernité et passé. Elle fournira aussi l’occasion de discuter les paradigmes modernes de continuité et d’influence ainsi que l’image du 19e siècle telle que nous la présente la culture populaire. "
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This article focuses on Dante Gabriel Rossetti's short story 'St. Agnes of Intercession', analyzing how uncertainty shapes the text and its structure. By stressing Rossetti's attempt of writing a 'Vita Nova' for the Victorian age, I argue... more
This article focuses on Dante Gabriel Rossetti's short story 'St. Agnes of Intercession', analyzing how uncertainty shapes the text and its structure. By stressing Rossetti's attempt of writing a 'Vita Nova' for the Victorian age, I argue that the nineteenth century uses Dante's 'libello' and its powerful production of subjectivity as a frame in which to challenge the tensions of post-Enlightenment Subject.
Il saggio analizza, da una prospettiva comparata, il tema dell''amore di lontano' nell'opera di Leopardi, dai frammenti autobiografici del 1819 ai canti di Aspasia. Cristallizzata intorno al 'mito' di Jaufre Rudel, l'idea dell'amore di... more
Il saggio analizza, da una prospettiva comparata, il tema dell''amore di lontano' nell'opera di Leopardi, dai frammenti autobiografici del 1819 ai canti di Aspasia. Cristallizzata intorno al 'mito' di Jaufre Rudel, l'idea dell'amore di lontano diviene, per i teorici del Romanticismo tedesco e di Coppet, paradigma della 'rivoluzione' provenzale dell'amore che il movimento romantico pretende di far rivivere. È proprio partendo da analoghe reminiscenze rudeliane, assieme a una sotterranea influenza del Dante stilnovista, che Leopardi giunge a una vera e propria filosofia dell'amore che — pur traendo spunto da materiali d'origine medievale e cortese — viene a situarsi in una prospettiva culturale chiaramente moderna. È in questo senso che, nel saggio, particolare attenzione viene data alle metamorfosi che la dantesca salutatio Beatricis — incontro con la 'donna della salute' situato sullo sfondo della città — subisce, in epoca moderna, con la nascita delle metropoli industriali: in particolare — attraverso un'analisi che si snoda tra l'opera di Leopardi e il Baudelaire di 'A une passante' — si mostra come lo schema dantesco di saluto, beatitudine e scrittura si trasformi, nella cultura del XIX secolo, in incontro fugace del poeta-flâneur con una 'passante' intravista in mezzo alla folla (Baudelaire) o in una speculazione puramente intellettuale, nata dalla presa di coscienza che la donna dei poeti è sempre quella 'che non si trova' (Leopardi).
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Il 3 febbraio 2017, all'università di Londra (IMLR, School of Advanced Study University of London) si terrà il convegno 'Leopardi e i suoi fratelli: Le Marche e la letteratura italiana', organizzato da diversi docenti di letteratura... more
Il 3 febbraio 2017, all'università di Londra (IMLR, School of Advanced Study University of London) si terrà il convegno 'Leopardi e i suoi fratelli: Le Marche e la letteratura italiana', organizzato da diversi docenti di letteratura italiana residenti nel Regno Unito. Questo evento culturale e solidale e` patrocinato dalla Camera dei Deputati, dalla Regione Marche e dell'Associazione inglese degli italianisti, ed ha lo scopo di raccogliere fondi per i comuni marchigiani  e del centro Italia colpiti dai recenti terremoti del 24 agosto e 31 ottobre 2016, nonche' dalle recenti forti scosse del 18 gennaio 2017. Chi vuole, potrà effettuare direttamente le proprie donazioni sul conto corrente postale appositamente istituito dalla Regione Marche. All those wishing to contribute may directly make their donations to: REG. MARCHE DONAZ.FAVORE TERRITORI MARCHE COLPITI SISMA 24 / 8 / 2016
                                                  Account number: 1034116044
                                            IBAN: IT-17-Y-07601-02600-001034116044
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Or to

IBAN: IT40F0623003204000030631681
BIC/SWIFT: CRPPIT2P086
Beneficiario / Payee: Associazione della Croce Rossa Italiana
Causale / Purpose of transfer: "Terremoto Centro Italia"
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A show by Mariano Tomatis, part of the Mesmerized! project at the University of Warwick
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Conference on Mourning in Italian Poetry (28 April 2018) Featuring: Adele Bardazzi Fabio Camilletti Marzia D’Amico Vilma de Gasperin Francesco Giusti Peter Hainsworth Martina Piperno Emanuela Tandello Organised by Adele Bardazzi... more
Conference on Mourning in Italian Poetry (28 April 2018)
Featuring:
Adele Bardazzi
Fabio Camilletti
Marzia D’Amico
Vilma de Gasperin
Francesco Giusti 
Peter Hainsworth
Martina Piperno
Emanuela Tandello

Organised by Adele Bardazzi and Emanuela Tandello

With the support of Christ Church, the Faculty of Medieval and Modern Languages of the University of Oxford, the Society for Italian Studies, and in association with Oxford Medieval Studies, sponsored by The Oxford Research Centre in the Humanities
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